Il condannato
Vi pongo davanti un caso che mi sta a cuore.
“Tookie” Williams, di cui non ho mai saputo nulla se non l’altro ieri quando sono venuto a conoscenza della imminente esecuzione della sua condanna a morte.
Tre link: Repubblica.it, Nessuno Tocchi Caino e un altro link sempre a Nessuno Tocchi Caino. Se vi interessa potrete trovare anche altro.
Ricordiamolo nella speranza che non venga eseguita questa condanna.
Luca
November 26th, 2005 at 20:01
Me lo auguro anche io, per Tookie e anche per tutti quelli nella sua situazione… Purtroppo pare che il suo annullamento sia molto improbabile… :(
November 26th, 2005 at 20:06
L’idea stessa di una giustizia che utilizza come arma per la prevenzione del crimine l’uccisione dei colpevoli e’ indigesta, soprattutto per noi cittadini del ventunesimo secolo.
Se a questo aggiungiamo l’incertezza, che esiste sempre, sulla colpevolezza o meno del condannato, sono misure che appaiono sempre piu’ estreme, e che ci colpiscono fortemente.
E’ ovvio che quando si tratta di una personalita’ importante la notizia giri di piu’; non scordiamoci che il problema non e’ in questa esecuzione piuttosto che nei 648 prigionieri nel braccio della morte.
Fabio
November 27th, 2005 at 13:22
Io non mi sento del tutto contrario in linea di principio. Se però poi penso ai criteri aplicativi…
Sicuramente NO alla pena di morte se non vi è certezza assoluta e provata delle resposabilità . Troppi errori giudiziari.
Questo già riduce talmente tanto le possibilità di applicazione che converrebbe direttamente eliminarla.
Tra tutti i casi rimasti… Magari col tempo potrebbe redimersi… Uccidere qualcuno che potrebbe redimersi anche se si potrebbe semplicemente incarcerarlo significa giudicare su qualcosa che non conosciamo.
Questo vale per quasi tutti i criminali meno quelli che sono evidentemente degli psicopatici (cito il caso dell’assassino-stupratore di Biella).
è evidente che per questi un ravedimento è quantomeno improbabile.
Però, se sono matti, la loro responsabilità soggettiva è limitata (o nulla, secondo alcuni ragionamenti). quindi equivarrebbe ad uccidere un inconsapevole… punire qualcuno che non ha deciso di agire o no… Punire un matto è un modo di impedirgli di fare di nuovo del male agli altri piuttosto che insegargli qualcosa o metterlo di fronte alle sue responsabilità … Ucciderlo sarebbe un modo per placare la rabbia contro i suoi crimini, non per fare giustizia.
In conclusione, anche partendo da un pensiero che non esclude la pena di morte si scopre comunque la sua inattuabilità , principalmente a causa dei limiti dei giudici. Se qualcosa è inattuabile forse conviene, nella pratica quotidiana, rinunciarci.
November 27th, 2005 at 13:24
P.S. Ho paura che la condanna non possa essere evitata.
C’è comunque un’altro modo per contrastare la pena di morte: Lottare per prevenire i crimini PRIMA che vengano commessi.
December 3rd, 2005 at 17:00
Penso invece che la pena di morte sia totalmente al di fuori della giustizia.
L’unico motivo per cui si possa ammettere la morte di un’altra persona è quando sussiste l’impossibilità di “neutralizzarla” diversamente. Ora questo è ancora vero per la legittima difesa, dunque nei riguardi della difesa dell’innocente contro il colpevole al momento dell’atto omicida.
Tuttavia, nella società in cui viviamo, questo non è più ammissibile per quato riguarda il momento successivo all’atto, anche se portato a termine, perché se si arresta il colpevole - cosa da augurarsi - noi possediamo abbondanti strumenti, come l’ergastolo, per neutralizzarlo in maniera non violenta.
Ricordiamoci che i diritti dell’uomo sono inviolabili e non si perdono nemmeno a causa di un atto compiuto contro di essi.
January 27th, 2007 at 10:10
[…] Dopo l’inizio degl’esami riprendo con un argomento che mi è a cuore (già su quaqua.net avevo sollevato l’argomento dopo l’esecuzione di “Tookie”). […]