Veramente ero restio a parlare di questo tema e questo per lo stesso motivo per cui non andrò a votare: non mi sento in grado di poter dare un’opinione che abbia un peso, su di un argomento così delicato e tecnico. Tecnico perché siceramente mi chiedo quanti di quelli che parlano effettivamente sanno qualcosa di bioetica, delicato perché, per come la vedo io, non si può mettere la vita ai voti, almeno non in questo modo.
Questo però non significa che non mi sia informato a riguardo.
Scheda 1
È sicuramente il compito della medicina quello di voler curare le malattie (su questo tema ci tornerò); quindi sono certo che le cellule staminali siano un buon inizio, se le teorie sono giuste, per curare malattie molto frequenti. Però mi chiedo, perché le cellule staminali embrionali? Non esiste caso al mondo in cui queste siano state utilizzate positivamente. Invece, le cellule staminali adulte, che esistono e sono studiate parimerito a quelle embrionali, hanno già fatto qualche piccolo passo. Perché ostinarsi a quelle embrionali, quando così facendo si sa già da principio che l’embrione utilizzato non potrà mai nascere. Se avessi anche solo il dubbio che l’embrione sia una persona, io non le utilizzerei. Mi sembra che questo discorso sia ragionevole per chiunque, certo a parte le case farmaceutiche…
Scheda 2 e 3
Prendo una frase dal sito dei ds:
La donna che vuole mettere al mondo un figlio è chiamata ad affrontare un percorso impegnativo, sul piano fisico e psicologico.
Niente di più vero. Ottimo direi! Peccato che la Fivet (la tecnica di fecondazione extracorporea) sia una delle tecniche più devastanti a livello ormonale per le donne stesse e di scarso successo… in questo infatti è discutibile il numero di 3 embrioni, ma non il punto nel suo complesso. Esiste una gradualità delle tecniche che vuole essere tolta. Perché?
Inoltre la medicina dovrebbe curare le malattie degli embrioni o i problemi di sterilità, non come si promuove ora, sostituirsi ai genitori nella procreazione i quali rimango sterili e eliminare gli embrioni “scomodi”, con malattie incurabili ereditarie. Se un embrione si scopre sia portatore di alzheimer, parkinson, diabete, emofilia, cardiopatia… lo eliminiamo così non nasce malato. Questo io lo ritengo disumano.
Non voglio fare discorsi di alta filosofia, ma semplicemente prendendo mia madre che è diabetica, come mio nonno - suo padre - e mia zia - sua sorella -, mi chiedo se non sarebbero dovuti nascere. E mia sorella che ha questa epatite autoimmune (senza nome perché troppo rara e senza cura ovviamente); dovrei essere più contento pensando che i medici l’avrebbero scartata? Stesso discorso vale per zio Franco!
E qui arrivo a dire che anche l’embrione deve essere tutelato. Si è così sicuri che un embrione non sia già una persona che debba evolversi? Qui mi fermo, perché la definizione di persona è al di là delle mie possibilità, ma sono sicuro che ognuno di voi abbia una idea più precisa della mia a riguardo. Penso solo che se nel nostro ordinamento giuridico, giustamente tuteliamo una pluralità di soggetti, compresa la natura animale e vegetale, sempre nel dubbio che l’embrione sia una persona, perché non tutelarlo?
Scheda 4
Questo è un quesito a me molto oscuro. Penso che solo la coscienza di ognuno può giudicare (non si mette in gioco la vita di nessuno qui, solo la sua origine).
Fecondazione eterologa si o no? È giusto che il figlio sia solo di uno dei due genitori e di un estraneo o addirittura totalmente di estranei? Se lo vogliamo, bene.
Una riflessione però, sempre tratta dal sito dei ds:
poniamoci una domanda: si è madre e padre solo quando a nostro figlio abbiamo trasmesso il nostro corredo cromosomico? In altre parole, si è madre e padre solo se il figlio è nato dalla coppia dei genitori? Come sanno tutti, le cose sono più complesse. I bambini adottati hanno un padre e una madre, a pieno titolo.
Penso che si sia risposto già, secondo quello che penso. Esiste una gradualità nella ricerca di essere genitori ed in questa è, sempre a mio parere, un atto più umano e umanizzate quello di adottare un figlio, che non il solo generarlo. Non è la pancia della mamma che fa la mamma.
Tutto qui. Il mio linguaggio è molto banale, ma mi ha rincuorato sentire molte persone di altre religioni (soprattutto i mussulmani) e scienziati atei confermare questa posizione. Penso che nell’embrione ci sia già la vita e che questo comporti che quello sia già una persona, che deve solo fare il suo percorso di evoluzione.
Auguro infine a Guido, che è all’estero, di aver la giusta possibilità di esprimersi nel voto.
Luca